Canapa agli incurabili

Ciao,

in questi due giorni ho letto un libro di Stampa Alternativa”: “Canapa agli incurabili” trattato di Raffaele Valieri di fine 19esimo secolo.

Interessante trattato soprattutto per l’argomento: già da fine ottocento c’erano medici italiani che pensavano e usavano la canapa nostrana per mitigare gli effetti dolorosi per i malati terminali. Trattamento su cui mi trovo concorde per vari motivi: sia medici che economici. Perché deve essere sbagliato mitigare i dolori di malati terminali con sostanze naturali e nel contempo non creare una filiera nazionale che crea lavoro?

Luca

Il piccolo bagaglio del mobile worker

Plutonia Publications

Se non scrivessi narrativa potrei gestire il 90% dei miei affari col solo supporto dello smartphone.
In un pugno di applicazioni riesco a controllare tutti i miei social network, il blog, il conto corrente bancario, Amazon, eBay, PayPal. Riesco a leggere libri, documenti, PDF. Posso modificare foto, eseguire semplici lavoretti grafici, gestire profili Tumblr, Pinterest e simili. Posso ovviamente prenotare alberghi, voli, ingressi a musei etc. Posso (e questo non è male) gestire le inserzioni su Facebook, che risultano molto meglio organizzate grazie alla apposita applicazione che non su computer.
In linea di massima un buon cellulare è oramai più veloce di un computer di fascia media, e di un tablet di qualunque fascia (a eccezione di quelli costosissimi).
Leggendo l’ottimo saggio di Cristiano Carriero Mobile working: Lavorare ovunque in modo semplice e produttivo mi sto rendendo conto che, anno dopo anno, lavorare in Rete sarà sempre più una questione…

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Marina Innorta

Ciao,
 ho scoperto  questa autrice ad agosto 2018. Avevo attivato la promozione Kindle Unlimited per scoprire un pò di autori in modo economico durante le ferie estive. Mi colpi il titolo del suo libro  La rana bollita. Mi copi molto perché mi sembrava la situazione in cui mi ero trovato a novembre 2017 al lavoro. Infatti la cosa si rivelò esatta. Nel libro l`autrice descrive di come si ritrovata sotto una pressione insostenibile nel proprio posto di lavoro a causa dell’ansia e degli attacchi di panico: come era successo a me qualche mese prima.
Per la sinossi del libro vi mando direttamente alla pagina del libro medesimo sul blog personale dell’autrice. Mi ha colpito molto questo libro autobiografico per due motivi:
  • Il primo è dovuto proprio al fatto di aver passato, in piccolo, una situazione psicologica simile all’autrice;
  • Il secondo è leggere l’esperienza personale dell’autrice per cominciare a uscire dalla propria situazione.
Ora ho comprato due piccoli manualetti, sempre scritti da Marina Innorta, in cui sono presenti esercizi utilizzati dall’autrice per migliorarsi. Esercizi che hanno funzionato con lei e per questo li propone nei volumetti fino a qui pubblicati:
Luca

Alberto Angela

Ciao,

 tra le letture di queste estate ho letto due saggi di Alberto Angela:

Sono i primi libri di Alberto Angela che leggo, più per curiosità: apprezzandolo come divulgatore televisivo e amando leggere ho voluto provare se mi appassionava anche come scrittore. Conferma facile: Alberto Angela è molto discorsivo e non usa tecnicismi nei testi. Cosa molto importante per non scrivere libri di nicchia, ovvero per addetti ai lavori o appassionati con competenze attinenti alla materia di cui tratta il saggio.

I due libri sono le due facce della stessa medaglia: entrambi sono “ambientati” durante il regno dell’imperatore Traiano. Il primo racconta come si svolgeva una giornata nella Roma Imperiale durante quel periodo, il secondo invece racconta vari luoghi dell’impero narrando lo spostamento di un sesterzio coniato a Roma ma che passa di mano in mano e raggiunge luoghi “rappresentativi” dell’impero.

Luca

 

La voce e la furia. L’altra faccia dell’autore della Millennium Trilogy

Ciao,

ho letto tutto d’un fiato “La voce e la furia. L’altra faccia dell’autore della Millennium Trilogy”. In questo saggio sono presenti alcuni articoli scritti da Stieg Larsson, l’autore poi diventato famoso per la trilogia millennium che è uscita postuma.

Ho apprezzato molto leggere il lato giornalista di Larsson: è nato giornalista per porre l’attenzione sui temi a lui cari, ovvero la violenza sulle donne e il razzismo. I romanzi della trilogia Millennium ora hanno una chiave di lettura diversa, almeno per me: nei romanzi Larsson porta questi suoi interessi nella narrativa, cercando di comunicarli ad un pubblico più vasto. Visto i milioni di copie vendute credo proprio ci sia riuscito.

Ammirevole l’idea di utilizzare i diritti dei romanzi (che in totale dovevano essere 10) per aiutare a mantenere la rivista che aveva fondata: “Expo”, che tratta di questi argomenti.

 

Luca