Panni sporchi per Martinengo: Un nuovo caso per l’investigatore privato delle Langhe

Ciao,

ieri sera ho letto l’ultimo libro dell’investigatore privato Martinengo. Fabrizio Borgio l’ho scoperto l’anno scorso durante la prima quarantena. Durante quel periodo lessi i racconti fuori serie: si sono una persona che voluta un autore da scoprire dai suoi racconti e se poi gli piacciono prova con i romanzi. Poi quest’estate ho letto, sempre di Fabrizio Borgio, Il Settimino. Dei libri riguardanti invece Martinengo non avevo preso ancora preso niente. Non saprei il motivo preciso. A inizio Marzo ho approfittato della promozione riguardante “Panni sporchi per Martinengo”, e ho deciso di prenderlo.

Non ho velleità di recensore, conosco i miei limiti, ma posso dire che è stato uno dei migliori acquisti librai, passatemi il termine anche se questo volume l’ho preso in ebook, di questo inizio 2021. Ecco i punti che mi hanno fatto apprezzare questo romanzo:

  • L’ambientazione: le langhe hanno un ruolo importante. Io le conosco poco per quello che conosco mi piace molto e le descrizioni mi fanno rivedere i posti;
  • Il buon Giorgio Martinengo mi piace come personaggio, ma ammetto che su alcuni aspetti del carattere siamo simili e quindi sono entrato in empatia quasi immediatamente;
  • Ho apprezzato il romanzo anche non avendo letto gli altri: a naso sono sicuro che aver letto anche gli altri volumi avrei apprezzato meglio alcuni passaggi. Non averli letti non ha inficiato la lettura: un punto a favore.

Per chiudere inserisco un po’ di Link sull’autore:

Luca

L’anno in cui i nazisti hanno perso la guerra

Ciao,

ritorno a scrivere direttamente sul blog e non ripubblicare post riguardanti libri di altri blog. Voglio scrivere di un saggio storico di Andrew Nagorski: L’anno in cui i nazisti hanno perso la guerra,

L’argomento trattato dal libro mi interessa: Nazismo, la follia del nazismo. Nello specifico il saggio tratta il 1941 quando la Germania Nazista a occupato la maggior parte dell’Europa e delle scelte di Hitler che hanno portato poi alla sconfitta della Germania stessa quattro anni dopo. Ho preso l’ebook. Il volume l’ho lasciato a circa il 30%.

Onestamente non so in quale percentuale questo abbandono sia dovuto:

  1. Periodo in cui sono concentrato su altri interessi (sono preso molto dalla crescita personale);
  2. L’argomento è talmente vasto, anche se si tratta di un solo anno, per cui la scrittura e la traduzione mi sono risultate pesanti.

Qualcuno ha avuto queste sensazioni nel leggere il volume?

Luca

La Bibbia del complottista

Plutonia Publications

report from iron mountain

1963, Washington DC.
Il gabinetto Kennedy convoca quindici esperti per redigere un dossier sull’utilità economica, sociale e statistica della guerra. Il prospetto di tale studio segreto era tutto sommato semplice: alla fine del conflitto in Vietnam la Casa Bianca avrebbe dovuto valutare se terminare anche la Guerra Fredda coi sovietici, lanciando un attacco preventivo. Attacco di tipo atomico, naturalmente, cosa che tra l’altro, a dire di questi esperti, rientrava anche nelle opzioni del Cremlino. Colpire in anticipo per sorprendere il nemico storico.
Nacque così Rapporto segreto da Iron Mountain, un complesso studio che sosteneva l’assoluta necessità di scatenare un conflitto contro l’URSS. In sostanza, al di là della valutazioni “filosofiche” sulla guerra, il documento sosteneva che il sistema capitalista aveva assoluto bisogno di questo conflitto, per sopravvivere e proliferare. Il Rapporto era corredato da note statistiche, da proiezioni statistiche, finanziarie, economiche.
Sarebbe dovuto rimanere segreto, ma una mano anonima…

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Il piccolo bagaglio del mobile worker

Plutonia Publications

Se non scrivessi narrativa potrei gestire il 90% dei miei affari col solo supporto dello smartphone.
In un pugno di applicazioni riesco a controllare tutti i miei social network, il blog, il conto corrente bancario, Amazon, eBay, PayPal. Riesco a leggere libri, documenti, PDF. Posso modificare foto, eseguire semplici lavoretti grafici, gestire profili Tumblr, Pinterest e simili. Posso ovviamente prenotare alberghi, voli, ingressi a musei etc. Posso (e questo non è male) gestire le inserzioni su Facebook, che risultano molto meglio organizzate grazie alla apposita applicazione che non su computer.
In linea di massima un buon cellulare è oramai più veloce di un computer di fascia media, e di un tablet di qualunque fascia (a eccezione di quelli costosissimi).
Leggendo l’ottimo saggio di Cristiano Carriero Mobile working: Lavorare ovunque in modo semplice e produttivo mi sto rendendo conto che, anno dopo anno, lavorare in Rete sarà sempre più una questione…

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“Il segreto degli alberi” è disponibile in cartaceo. — ◦ ღ ☼ Elena e Laura ☼ ღ ◦

Buongiorno a tutti! Siamo liete di comunicarvi che “Il segreto degli alberi” è disponibile anche in versione cartacea. Già l’ebook è stato una conquista, ma la carta ha sempre il suo fascino. Inoltre, vedere il nostro romanzo sotto quella forma, è un’emozione indescrivibile, frutto di fatica e di giornate pazzesche davanti al PC. La copertina […]

“Il segreto degli alberi” è disponibile in cartaceo. — ◦ ღ ☼ Elena e Laura ☼ ღ ◦

Il postino, il piazzista (e la talpa)

strategie evolutive

Nell’autunno dell’anno passato, prima che la pandemia arrivasse a sparigliare le carte, avevamo progettato, con mio fratello ed alcuni amici, una serie di microavventure da mettere in piedi qui fra i colli dell’Astigianistan.

Per chi se le fosse perse, le microavventure sono un’idea dell’inglese Alistair Humphreys – brevi scampagnate e pernottamenti nella natura più o meno selvaggia, tra le sei di sera e le sette del mattino. Si esce dal lavoro, si salta su un treno, si arriva in campagna o al mare o in montagna, e si parte in bici o a piedi verso la cima di una collina o un tratto di costa, si cena al sacco, si dorme all’aperto, ed al mattino successivo si arriva in tempo a riprendere il treno e si torna in ufficio o al lavoro o a casa.
Bello liscio.

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Hercule Poirot Centenary Blogathon: Peter Ustinov

strategie evolutive

È il centenario della nascita di Hercule Poirot, il popolare detective creato appunto nel 1920 da Agatha Christie. Per l’occasione, il blog Liberi di Scrivere ha organizzato una blogathon, e seguendo questo link potete trovare la lista dei partecipanti.

In casa nostra il dibattito non è mai stato su chi sia il miglior James Bond di sempre (io ho sempre preferito Roger Moore a Sean Connery, che era il preferito di mia madre), né su chi sia lo Sherlock Holmes definitivo (sia io che mio fratello restiamo fedeli a Jeremy Brett). È su Poirot che esiste una spaccatura – mio fratello, insieme con la stragrande maggioranza dell’ortodossia, riconosce in David Suchet il Poirot perfetto, mentre io resto fedele a Peter Ustinov.


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